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Gv 15,26-16,4a
del 21/11/2009 |
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Gv 15,18 - 25
del 20/11/2009 |
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Gv 15,9 - 17
del 19/11/2009 |
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Gv 15,1 - 8
del 18/11/2009 |
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Gv 14,25 - 31
del 17/11/2009 |
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Gv 14,15 - 24
del 16/11/2009 |
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Gv 14,1 - 14
del 15/11/2009 |
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Gv 13,31 - 38
del 14/11/2009 |
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Gv 13,21 - 30 del 13/11/2009 |
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Gv 13,12 - 20
12/11/2009 |
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Gv 13,1 - 11 |
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IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO
La parola di Dio
Documento senza titolo
Gv 15,26-16,4a
26 Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27 e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. 1 Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2 Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3 E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4 Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto.
Il Paràclito, lo Spirito Santo, è mandato da Gesù. Lo Spirito della verità, che procede dal Padre, Gesù lo manda dal Padre a noi. "Sciolgo" le affermazioni di Gesù perchè ci siano chiare. A noi discepoli lo Spirito renderà testimonianza di Gesù. Così, anche noi potremo rendere testimonianza al Signore perchè siamo con lui fin dal principio. Ma si può dire questo? Sì, perchè l'azione dello Spirito ci immerge in tutta la memoria delle Scritture, ce ne rende del tutto partecipi. Tale è il dono di Dio! Pensate: oggi lo Spirito ci porta dentro a quello che ascoltiamo da Gesù in modo pieno, in perfetta attualità. Per questo, non dobbiamo pensare che le Scritture, essendo antiche, debbano essere "attualizzate". Lo sono già perchè lo Spirito ce le dona nel nostro tempo e nella nostra storia. Se mai, è la nostra storia, sempre un po' vecchia - o molto vecchia! - a dovere e potere essere "attualizzata" alla perenne novità della Parola di Dio.
Mi piace il "taglio" del nostro brano, perchè unisce due affermazioni in modo potente: da una parte la potenza della testimonianza dello Spirito, dall'altra la suprema testimonianza della Pasqua di Gesù! Gesù afferma di dirci queste cose "perchè non abbiate a scandalizzarvi"(ver. 16,1). Porta subito quindi la testimonianza al suo cuore e al suo apice, là dove la sconfitta umana di Gesù ci espone allo scandalo, cioè alla esposizione a non sopportare lo smacco storico del messaggio cristiano!
La cacciata dalle sinagoghe, e l'uccisione dei discepoli considerata addirittura come "culto a Dio", gridano lo scandalo mondano di chi è chiamato a testimoniare, in Gesù, la pienezza del dono di Dio, segnata dalla fluire del culto sinagogale nel suo adempimento nella assemblea messianica, e la morte di Gesù come grembo della vita nuova. Ma così faranno i persecutori, perchè "non hanno conosciuto né il Padre né me"(ver. 3). Dunque, proprio i persecutori e gli uccisori dei cristiani sono i primi e privilegiati destinatari della testimonianza evangelica. La mirabile conclusione del ver. 4 afferma la coincidenza tra l'ora delle supreme tribolazioni, l'ora della croce, con l'ora della testimonianza. Il termine "testimonianza, testimoniare" che abbiamo incontrato ai vers. 26-27, è, nella lingua del Vangelo, la “martirìa”, che in italiano diventa il “martìrio”, cioè la testimonianza nelle sua pienezza.
Amiche e amici carissimi, come vedete compare ogni giorno un piccolo commento al testo di Giovanni che offriamo come possibilità di fare lo stesso cammino di preghiera e di riflessione sulla parola di Dio, proprio perchè desideriamo che il nostro incontro intorno al "Vangelo che abbiamo ricevuto" possa avere anche un quotidiano segno, piccolo ma concreto, del nostro costante e instancabile dissetarci alla fonte di Gesù. Sarebbe desiderabile avere da voi anche qualche intervento, qualche sviluppo, la manifestazione di un dissenso, oppure di una opportunità di incarnazione di questa o quella Parola nella fatica della storia piccola e grande dell'umanità e delle comunità cristiane. Vi lascio il mio indirizzo di mail: giovanni.nicolini@tin.it
Un caro saluto a tutte e tutti.
Beneditemi. Giovanni |